L’Accademia — Cagliari · Lingua, vocabolario e cultura · 4 min di lettura
In Sardegna, si sa, il cibo non è mai “solo” cibo. È racconto, è famiglia, è la scusa perfetta per stare insieme un po’ più a lungo. E come spesso succede nella nostra lingua, quello che mangiamo finisce dritto nelle parole che usiamo tutti i giorni, anche per dire cose che con la tavola non c’entrano nulla.
Se stai pensando di studiare l’italiano in Italia, e magari proprio qui a Cagliari, preparati: imparerai molto più della grammatica. Imparerai a parlare come parliamo noi, con tutte le sue sfumature saporite. Ecco cinque modi di dire legati al cibo che sentirai spesso, a lezione, al bar, per strada, e che oggi vogliamo regalarti.
1. Avere le mani in pasta
Cosa significa: essere coinvolti in prima persona in un progetto, avere voce in capitolo, mettere le mani là dove le cose succedono davvero.
Come si usa: “Luca ha le mani in pasta in tutti i progetti dell’azienda.”
Un po’ come noi de L’Accademia: le mani (e il cuore) le mettiamo in ogni singola lezione.
2. Non avere sale in zucca
Cosa significa: essere distratti, poco furbi, un filo ingenui in certe situazioni. Detto con affetto, ovviamente.
Come si usa: “Hai lasciato il portatile acceso sulla spiaggia? Non hai proprio sale in zucca!”
Piccola nota da insegnanti
Fare errori mentre si impara non significa avere poco sale in zucca. Significa semplicemente che ci si sta provando, e va benissimo così.
3. Mettere troppa carne al fuoco
Cosa significa: iniziare troppe cose insieme, con il rischio di non portarle a termine tutte.
Come si usa: “Se accetti altri due corsi adesso, rischi di mettere troppa carne al fuoco.”
Noi la mettiamo così: quando si tratta di imparare una lingua, meglio un fuoco lento e costante che una fiammata che si spegne subito. Passo dopo passo, si arriva ovunque.
4. Avere l’acquolina in bocca
Cosa significa: desiderare qualcosa con voglia, pregustarlo con piacere prima ancora di averlo.
Come si usa: “Ho visto la torta in vetrina e mi è venuta l’acquolina in bocca.”
Esattamente quello che proviamo noi ogni volta che pensiamo a una nuova classe pronta a scoprire l’italiano, e magari, tra una lezione e l’altra, anche i sapori della Sardegna.
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5. Fare il pane e il vino
Cosa significa: offrire ospitalità, prendersi cura di qualcuno, garantirgli tutto il necessario. L’accoglienza più semplice e sincera che ci sia.
Come si usa: “Quando torni a casa dai nonni, loro fanno sempre il pane e il vino per i nipoti.”
Ed è proprio questo lo spirito con cui accogliamo ogni studente che arriva a Cagliari, o che si siede davanti allo schermo nella nostra aula virtuale: come se fosse già di famiglia.
Impara l’italiano divertendoti, con chi l’italiano lo vive ogni giorno
Questi cinque modi di dire sono solo un assaggio. In classe, tra una chiacchiera e l’altra, te ne insegneremo tanti altri, quelli veri, quelli che si usano davvero, non quelli sui libri di grammatica. Perché per noi imparare l’italiano divertendosi non è uno slogan: è il modo in cui lavoriamo ogni giorno, con la stessa cura con cui si prepara un buon pranzo in famiglia.
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