Didattica · formazione insegnanti – L’Accademia, Scuola di italiano per stranieri Cagliari
Per cominciare, un po’ di storia…
Da quanto conosci Maura e come è nata la vostra collaborazione?
Ci siamo conosciute molti anni fa in un contesto diverso da quello lavorativo. A quel tempo la scuola non si concentrava sull’italiano, ma offriva corsi di varie lingue straniere: infatti ho cominciato a collaborare con Maura come insegnante di inglese e solo per caso, per la sostituzione temporanea di una collega di italiano, ho scoperto l’insegnamento dell’italiano a stranieri.
Cosa ti ha colpito di questa scuola quando l’hai conosciuta?
La scuola aveva quella dimensione umana, personale che rendeva, e rende, l’esperienza di insegnamento molto stimolante e infatti eccomi qui, a distanza di tanti anni, ancora a L’Accademia.
Il percorso
Hai studiato lingue e letterature straniere: come mai questa scelta? C’è stato un momento, una persona, un libro che ti ha fatto dire “questa è la mia strada”?
Una persona: Raffaella Carrà! Ricordo che la vidi in TV intervistare in inglese un ospite straniero e per me, che ero sempre stata affascinata dalle lingue che “suonano diverse”, fu una folgorazione.
Quando hai capito che volevi stare dall’altra parte della cattedra, cioè insegnare?
Non era quella la mia intenzione, almeno all’inizio, anzi. Ho scelto un percorso filologico perché mi interessava l’evoluzione della lingua e, dopo l’università, l’ambito professionale in cui avrei voluto lavorare era quello della traduzione. Vivere di traduzioni, però, non è facile e pian piano l’insegnamento, dapprima solo un’attività collaterale, è diventato la mia professione.
L’esperienza e il metodo
Cosa significa per te formare altri insegnanti? È diverso dall’insegnare una lingua direttamente agli studenti?
Certo e la differenza principale sta nel livello di scambio reciproco. Insegnare a chi insegna per me significa non solo poter condividere le competenze che ho acquisito negli anni, ma anche confrontarmi con colleghe e colleghi che hanno retroterra ed esperienze differenti o che lavorano in contesti diversi. Con chi studia la lingua, per quanto si cerchi di limitare in tutti i modi di assumere un ruolo di “autorità”, resta l’asimmetria fra docente e discente; ciò non avviene, o avviene in misura molto minore, con chi fa lo stesso lavoro, poiché dal confronto e dalla condivisione ogni partecipante, me compresa, trae arricchimento.
Cosa cerchi di trasmettere a chi si avvicina all’insegnamento dell’italiano o dell’inglese come lingua straniera?
Che è fondamentale ricordarsi come si sta dall’altra parte, abbiamo imparato con fatica e impegno, la stessa fatica e lo stesso impegno di coloro che abbiamo davanti, e capire che siccome ogni studente ha il proprio stile di apprendimento, non esiste un solo modo giusto di insegnare.
C’è un errore che vedi fare spesso agli insegnanti alle prime armi, e che tu stessa magari hai fatto?
Capita a chi insegna italiano, soprattutto, di cadere nelle categorie grammaticali scolastiche e darle per scontate. Insegnare a persone straniere che vengono non solo da altre lingue, ma anche da altri sistemi culturali, altri modi di apprendere e classificare la propria lingua 1 e altri bagagli di esperienza e proporre, per esempio, spiegazioni come “la preposizione ‘di’ si usa per il complemento di specificazione” non è una buona idea: l’apprendente potrebbe conoscere solo lingue che non hanno le preposizioni e quindi non sapere cosa siano, e tanto meno sapere cos’è un complemento!
Uno sguardo al futuro
Cosa speri che i partecipanti a questo corso si portino a casa?
Un tipo di approccio aperto all’insegnamento online individuale: non solo tecniche e “trucchi”, ma anche un atteggiamento che consenta di adattare quello che si conosce, quello che si è studiato e quello che si è sperimentato direttamente, dentro e fuori dalle aule, ai bisogni di apprendimento specifici di ogni studente che si troveranno dall’altro lato dello schermo.
Una cosa che ti entusiasma ancora, dopo tutti questi anni nel mondo delle lingue.
Le lingue! Continuo a studiare le lingue che conosco e a provare a impararne di nuove… e la mia gratificazione massima arriva quando vedo lo stesso entusiasmo in chi studia con me.

