L’Accademia — Cagliari · Musica e cultura · 6 min di lettura
C’è un piccolo paradosso nella cultura italiana, ed è uno di quei dettagli che raccontiamo con piacere ai nostri studenti quando arrivano a Cagliari per studiare l’italiano: certe canzoni ci fanno storcere il naso, eppure le sappiamo a memoria, parola per parola.
Prova a chiedere a un italiano se conosce “L’italiano” di Toto Cutugno. Ti risponderà di sì, magari con un sorrisetto un po’ imbarazzato – “ah, quella canzone lì” – ma se la sente per caso alla radio, la canta. Tutta, dall’inizio alla fine. Il motivo è semplice: tra luoghi comuni e frasi fatte, quella canzone racconta comunque un pezzetto vero di noi.
“Un italiano vero”: un ritratto (esagerato, ma vero) del nostro paese
Nel testo trovi un po’ di tutto quello che il mondo immagina quando pensa all’Italia:
- il caffè, ovviamente
- gli spaghetti rigorosamente al dente
- l’autoradio sempre accesa, spesso per seguire la partita
- qualche riferimento alla fede
- e la fierezza, un po’ ironica e un po’ sincera, di sentirsi “un italiano vero”
La facciamo ascoltare ancora oggi ai nostri studenti, e sai perché funziona sempre? Perché molti la conoscono già, e sono curiosi di capirla fino in fondo: non solo canticchiarla, ma sapere davvero cosa dice.
C’è anche un pezzo di storia nascosto tra le righe. Chi ha qualche primavera in più, quando sente la strofa sul “partigiano come presidente”, pensa subito a Sandro Pertini, forse il presidente più amato della nostra Repubblica. C’è chi lo ricorda per la politica, chi per i suoi discorsi pieni di saggezza, e chi per un’immagine diventata leggenda: la sua partita a carte con Dino Zoff sull’aereo del ritorno da Madrid, appena dopo la vittoria dell’Italia ai Mondiali di calcio.
Ecco perché a L’Accademia usiamo volentieri queste canzoni in classe: non insegnano solo grammatica, ma aprono una finestra su un’Italia che in parte non c’è più, ma in cui in tanti si riconoscono ancora.
Curiosità
Sandro Pertini, presidente della Repubblica dal 1978 al 1985, è ricordato anche per un’immagine diventata iconica: la sua esultanza allo stadio a Madrid, dopo il gol della vittoria dei Mondiali del 1982.
“Volare”: la canzone italiana più famosa del mondo
Se “L’italiano” ci divide un po’, c’è un’altra canzone che mette tutti d’accordo, in Italia e nel mondo: “Nel blu dipinto di blu”, che tutti conoscono semplicemente come Volare.
Domenico Modugno la portò alla vittoria al Festival di Sanremo, una tradizione tutta italiana che ha quasi 80 anni di storia. Il tema è l’amore, certo, ma soprattutto il sogno: quella voglia di leggerezza e di libertà che appartiene profondamente al carattere italiano.
“Azzurro”: l’estate, la nostalgia e un’Italia che aspetta
C’è poi una terza canzone che non può mancare in questo racconto, ed è forse quella più legata all’estate italiana in assoluto: “Azzurro” di Adriano Celentano.
Il testo racconta una domenica di caldo e di solitudine: “sto pensando a te” mentre fuori la città è deserta perché tutti sono al mare, e chi resta guarda il cielo azzurro e aspetta. È una canzone semplice, quasi malinconica, eppure diventata negli anni un vero inno collettivo: la si canta spesso a squarciagola e fuori tono, ma sempre con entusiasmo.
Per chi studia l’italiano, “Azzurro” è un piccolo tesoro linguistico: frasi brevi e ripetute, un lessico quotidiano e familiare – il treno, il cielo, la lontananza, l’attesa. Concetti semplici, raccontati però con quella musicalità tipicamente italiana che resta in testa per giorni.
Ai nostri studenti piace scoprire che una canzone del 1968 sia ancora oggi, dopo più di cinquant’anni, uno dei brani italiani più cantati al mondo. È la prova che certe emozioni, l’attesa, la nostalgia, il desiderio di leggerezza, non passano mai di moda, in nessuna lingua.
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Perché le usiamo ancora nelle nostre lezioni
Dai tempi di Modugno, Cutugno e Celentano sono passati decenni, e da allora di canzoni ne sono state scritte moltissime. Ma difficilmente qualcuna ci fa sentire “italiani” quanto Volare, Un italiano vero e Azzurro.
Per questo, a L’Accademia, le portiamo spesso in aula:
- aiutano a imparare l’italiano senza il peso di un libro di testo
- insegnano espressioni e modi di dire che nessuna grammatica spiega davvero
- raccontano l’Italia, quella vera, fatta di luoghi comuni ma anche di anima, meglio di tante lezioni frontali
Se anche tu sogni di imparare l’italiano in Sardegna, tra un caffè, una canzone e una chiacchierata in classe, la porta della nostra famiglia a Cagliari è sempre aperta. E se per ora preferisci iniziare da casa tua, puoi scoprire i nostri corsi online e portare l’Italia dove sei.
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