Il genere dei sostantivi in italiano: regole, eccezioni e trucchi


L’Accademia — Cagliari · Imparare l’italiano · 9 min di lettura


Maschile o femminile: la regola che tutti imparano


Il problema o la problema? La mano o il mano? Se ti sei posto questa domanda, sei in ottima compagnia. Nelle nostre aule a Cagliari, tra un caffè e una passeggiata a Castello, è una delle domande che sentiamo più spesso.


In italiano ogni sostantivo è maschile o femminile. Di solito te lo dice la vocale finale:

FinaleGenereEsempi
-omaschileil libro, il gatto, il tavolo
-afemminilela casa, la sedia, la penna
-emaschile o femminileil pane, la chiave


Facile, vero? Quasi. Ci sono eccezioni, e hanno una storia: molte parole arrivano dal greco antico, altre sono forme abbreviate, altre ancora hanno conservato il genere latino.


La buona notizia? Non devi conoscere la storia di ogni parola. Le eccezioni viaggiano quasi sempre in famiglia: impara a riconoscere i gruppi e il genere dei sostantivi in italiano diventerà un vecchio amico.

Il nostro consiglio numero uno
Impara ogni parola nuova con il suo articolo. Non “problema”, ma il problema. Non “mano”, ma la mano.


I maschili in -a: piccoli “impostori” dal greco


Molte parole che terminano in -ma, -ta e -ca sono maschili, soprattutto se vengono dal greco. Al plurale si comportano da veri maschili: prendono la -i.

Le parole in -ma

SingolarePlurale
il problemai problemi
il programmai programmi
il sistemai sistemi
il temai temi
il climai climi
il drammai drammi
il panoramai panorami
il diplomai diplomi
il cinemai cinema (invariabile)


Esempio: dal Bastione di Saint Remy si gode un panorama splendido su tutta Cagliari.


Attenzione però: non tutte le parole in -ma sono maschili. La mamma, la forma, la camera e la crema sono femminili regolarissime.


Altri maschili in -a da tenere a mente

  • il pianeta → i pianeti
  • il papa → i papi
  • il pigiama → i pigiami
  • il vaglia → i vaglia
  • il gorilla → i gorilla


Le persone: -ista, -cida, -iatra, -eta


Qui la parola resta uguale e cambia solo l’articolo. Al plurale, però, il maschile prende -i e il femminile -e.

MaschileFemminilePlurale m.Plurale f.
il turistala turistai turistile turiste
il giornalistala giornalistai giornalistile giornaliste
il pediatrala pediatrai pediatrile pediatre
il collegala collegai colleghile colleghe
l’atletal’atletagli atletile atlete


Due eccezioni: il poeta diventa la poetessa, il profeta diventa la profetessa.


I femminili in -o: pochi ma onnipresenti


Sono poche parole, ma le userai ogni giorno. Quasi tutte sono abbreviazioni di parole femminili più lunghe, e per questo al plurale non cambiano.

SingolarePluraleParola completa
la fotole fotola fotografia
la motole motola motocicletta
l’autole autol’automobile
la radiole radio(la radiofonia)
la bicile bicila bicicletta


Bici finisce in -i, ma il principio è lo stesso: è femminile perché viene da bicicletta.

Esempio: la bici è perfetta per una passeggiata lungo il Poetto.


Il caso speciale: la mano


Mano è femminile e non è un’abbreviazione. Al plurale diventa le mani.

  • Ho le mani fredde.
  • Lavati le mani prima di mangiare.


Altri femminili in -o, meno comuni: la dinamo e l’eco, che al plurale diventa maschile (gli echi).

Foto, moto, bici, mano: sulla carta sembrano facili, ma nelle frasi vere si sbaglia in fretta. Vuoi scoprire a che punto sei? Fai il test online e poi prenota un incontro con un nostro insegnante.

Fai il test online


Le parole in -e: il suffisso è il tuo alleato


La -e finale da sola non ti dice nulla. Il suffisso, invece, spesso sì. Ecco i più affidabili.

SuffissoGenereEsempi
-zione, -sionefemminilela stazione, la lezione, la televisione
-tà, -tùfemminilela città, l’università, la virtù
-icefemminilel’attrice, la radice, la cornice
-iefemminilela serie, la specie, la superficie
-oremaschileil dottore, il colore, l’amore
-alemaschile (quasi sempre)il giornale, l’ospedale, il canale
-ilemaschile (quasi sempre)il campanile, il cortile, il fucile
-amemaschileil salame, il bestiame, l’esame
-one (non -zione)maschileil bastone, il pallone, il cartone


Le eccezioni da ricordare

  • Femminili nonostante la forma: la fame, la gente, la mente, la parte.
  • Maschili: il carcere, il fiume, il ponte, il mare, il latte.
  • Femminili: la notte, la neve, la fonte, la torre.


Un trucco per il mare: pensa al nostro mare di Sardegna, quello che vedi dalla Torre dell’Elefante. Difficile dimenticarlo!


Nota: le parole in -tà e -tù sono tronche e al plurale non cambiano (la città → le città). Lo stesso vale per quelle in -ie (la serie → le serie), con un’eccezione: la moglie → le mogli.


Plurali irregolari: quando la parola cambia genere


Alcuni nomi sono maschili al singolare e diventano femminili al plurale, di solito con la finale -a. Spesso indicano parti del corpo o cose che si contano a coppie o a gruppi.


L’aggettivo segue il genere: il braccio rotto, ma le braccia rotte.

Singolare (m.)Plurale (f.)
l’uovole uova
il paiole paia
il centinaiole centinaia
il migliaiole migliaia
il migliole miglia
il riso (la risata)le risa
il carcerele carceri


Il carcere fa eccezione nella forma: al plurale diventa le carceri, con la -i.


Parole con due plurali


Alcuni nomi hanno due plurali con significati diversi. In genere il plurale in -a ha il senso letterale o collettivo, quello in -i il senso figurato.

SingolarePlurale in -a (f.)Plurale in -i (m.)
il bracciole braccia (del corpo)i bracci (di una lampada, di un fiume)
il ditole dita (della mano, insieme)i diti (uno per uno; raro)
il ginocchiole ginocchiai ginocchi (entrambi usati)
il labbrole labbra (della bocca)i labbri (di una ferita)
l’ossole ossa (dello scheletro)gli ossi (per il cane)
il murole mura (della città)i muri (della casa)
il lenzuolole lenzuola (il paio, sul letto)i lenzuoli (uno per uno)
il cigliole ciglia (degli occhi)i cigli (della strada)
il cornole corna (degli animali)i corni (strumenti musicali)
il fondamentole fondamenta (di un edificio)i fondamenti (di una teoria)
il gridole grida (di una folla)i gridi (di animali)


Un esempio che vedrai dal vivo: le mura del quartiere Castello, che da secoli abbracciano la parte alta di Cagliari.


Per chi studia: se devi sceglierne solo alcune, parti da queste, che si usano ogni giorno: le uova, le braccia, le dita, le labbra, le ossa, le orecchie (da l’orecchio) e le paia.


Una parola, due generi: nomi comuni e invariabili


Nomi di genere comune


Alcuni nomi di persona hanno una sola forma per maschile e femminile. Il genere lo scopri dall’articolo o dall’aggettivo.

  • In -ente e -ante: il/la cantante, il/la docente, il/la paziente, il/la presidente
  • In -ista, -cida, -iatra: il/la dentista, il/la pianista, il/la psichiatra
  • Altri: il/la nipote, il/la giudice, il/la custode, il/la testimone


La mia insegnante è molto brava. / Il mio insegnante è molto bravo. (E in Accademia, te lo assicuriamo, valgono entrambe!)


Nomi invariabili


Al plurale restano uguali: il genere si vede solo dall’articolo.

TipoEsempi
Parole tronche (accento sull’ultima vocale)la città → le città, il caffè → i caffè, il tè → i tè
Parole di una sillabail re → i re, la gru → le gru
Abbreviazionila foto → le foto, il cinema → i cinema, la bici → le bici
Parole che finiscono in consonanteil bar → i bar, lo sport → gli sport, il film → i film
Parole in -ila crisi → le crisi, l’analisi → le analisi, la tesi → le tesi
Parole in -iela serie → le serie, la specie → le specie

Le parole straniere

Le parole prese da altre lingue, soprattutto dall’inglese, di solito sono maschili: il computer, il weekend, lo smartphone, il manager.

Diventano femminili quando la parola italiana corrispondente è femminile: la mail (la posta), la password (la parola d’ordine), la startup (l’impresa), l’app (l’applicazione).


Attenzione all’articolo: il genere cambia il significato


Alcune parole hanno la stessa forma, o quasi, ma un significato diverso al maschile e al femminile. Qui sbagliare articolo cambia il senso della frase.


Stessa parola, articolo diverso

MaschileFemminile
il capitale (i soldi)la capitale (la città principale)
il fine (lo scopo)la fine (la conclusione)
il fronte (in guerra, in meteorologia)la fronte (parte del viso)
il radio (elemento chimico; osso)la radio (l’apparecchio)
il moto (il movimento)la moto (la motocicletta)


Cagliari è la capitale della Sardegna. / Per aprire un’azienda serve un capitale.


Finale diversa, significato diverso

Maschile in -oFemminile in -a
il porto (per le navi)la porta (della casa)
il pianto (le lacrime)la pianta (vegetale)
il mostrola mostra (esposizione)
il casola casa
il foglio (di carta)la foglia (dell’albero)
il manico (di una tazza)la manica (di una giacca)
il palmo (della mano)la palma (l’albero)
il colpola colpa
il modola moda

Alberi e frutti


Una regola comoda: l’albero è quasi sempre maschile, il frutto femminile.

  • il melo → la mela
  • il pero → la pera
  • l’arancio → l’arancia
  • il ciliegio → la ciliegia


Le eccezioni: il fico, il limone, il dattero indicano sia l’albero sia il frutto. E nei mercati di Cagliari, d’estate, i fichi non mancano mai.


Persone e animali: maschile e femminile irregolari


Di solito il femminile si forma cambiando la vocale finale: il ragazzo → la ragazza. Ma ci sono altre tre strade.


Con un suffisso

SuffissoMaschileFemminile
-essail dottore, lo studente, il professore, il poeta, il leonela dottoressa, la studentessa, la professoressa, la poetessa, la leonessa
-tricel’attore, lo scrittore, il direttore, il pittorel’attrice, la scrittrice, la direttrice, la pittrice
-inal’eroe, il re, lo zarl’eroina, la regina, la zarina


Oggi per molte professioni si usano anche la sindaca, la ministra, l’avvocata, l’architetta. Sono forme corrette e sempre più diffuse, anche se alcune persone preferiscono ancora il maschile.


Con una parola diversa

MaschileFemminile
l’uomola donna
il padrela madre
il maritola moglie
il fratellola sorella
il generola nuora
il fratela suora
il maschiola femmina
il toro / il buela mucca / la vacca
il montonela pecora
il porco / il maialela scrofa
il gallola gallina


Esempio: In Sardegna, terra di pastori, la pecora è quasi di famiglia: è lei che ci regala il pecorino sardo.


Animali con una sola forma


Molti animali hanno una sola parola per entrambi i sessi. Per precisare, si aggiunge maschio o femmina.

  • la tigre → la tigre maschio
  • la giraffa → la giraffa maschio
  • la volpe → la volpe maschio
  • il serpente → il serpente femmina
  • il delfino → il delfino femmina
  • lo scoiattolo → lo scoiattolo femmina


Vale anche per gli ospiti più eleganti dello stagno di Molentargius: il fenicottero resta maschile, anche quando è femmina.


Riepilogo e consigli per non sbagliare più

CasoEsempi chiave
Maschili in -ail problema, il programma, il sistema, il pianeta
Femminili in -ola mano, la foto, la radio, la moto, l’auto
Femminili in -ela stazione, la città, l’attrice, la gente
Maschile al singolare, femminile al pluralel’uovo → le uova, il paio → le paia
Due pluraliil braccio → le braccia / i bracci
Genere comuneil/la cantante, il/la giornalista
Significato diversoil capitale / la capitale, il fine / la fine

I nostri consigli di studio

  1. Impara sempre la parola con l’articolo: il problema, non “problema”.
  2. Usa due colori sul quaderno: uno per i maschili, uno per i femminili. La memoria visiva fa miracoli.
  3. Cerca l’aggettivo: in un problema serio, è l’aggettivo a confermarti il genere.
  4. Nel dubbio, apri un buon dizionario, come il Vocabolario Treccani: trovi sempre s.m. (sostantivo maschile) o s.f. (sostantivo femminile).


Se poi vuoi un insegnante che ti corregga in tempo reale, anche da casa, dai un’occhiata ai nostri corsi online.


Mettiti alla prova: esercizi interattivi


Adesso tocca a te! Apri gli esercizi interattivi, con immagini e audio. Il punteggio si aggiorna a ogni risposta e alla fine scopri il tuo risultato.

Punteggio: 0 / 30

1. Guarda, ascolta, scegli

Guarda l’immagine, premi 🔊 per ascoltare la parola e scegli il o la.

2. Trascina nella colonna giusta

Tocca una parola e poi la colonna giusta. Su computer puoi anche trascinare.

3. Abbina singolare e plurale

Tocca una parola a sinistra e poi il suo plurale a destra.

4. Stessa parola, altro significato

Ascolta l’espressione e scegli l’immagine giusta.

“Sardus_Italia“