Eleonora d’Arborea, la giudicessa che scrisse le leggi della Sardegna

L’Accademia — Cagliari · Storia della Sardegna · 5 min di lettura


Sulle scogliere della Sardegna vive un uccello elegante e veloce: il falco della regina. Il suo nome scientifico è Falco eleonorae, cioè “falco di Eleonora”. Ma chi era Eleonora? E perché, più di seicento anni dopo, un animale porta ancora il suo nome?


La risposta è una storia di guerre, di coraggio e soprattutto di leggi: la storia di una donna che ha governato un regno nel Medioevo, quando questo era rarissimo.


La Sardegna dei giudicati


Nel Medioevo la Sardegna non era un unico Stato. Per alcuni secoli l’isola era divisa in quattro piccoli regni indipendenti, chiamati giudicati: Cagliari, Torres (o Logudoro), Gallura e Arborea. Chi governava un giudicato non era un re, ma un giudice (in sardo judike).


Con il tempo, tre giudicati sono caduti sotto il controllo di potenze straniere, come Pisa e Genova. Solo uno è rimasto libero più a lungo: il giudicato di Arborea, nella Sardegna centro-occidentale, con capitale Oristano. È qui che inizia la nostra storia.


Una donna al potere nel Trecento


Eleonora d’Arborea nasce intorno al 1347. È figlia di Mariano IV, uno dei giudici più importanti dell’isola. Il padre passa gran parte della vita a combattere contro la Corona d’Aragona, il regno spagnolo che vuole conquistare tutta la Sardegna.


Eleonora sposa Brancaleone Doria, un nobile genovese. Poi muoiono il padre e il fratello, e il giudicato resta senza una guida. Il marito non può aiutare: è prigioniero degli Aragonesi. Allora Eleonora prende il potere in nome del figlio, ancora bambino.


Non è un compito facile. Deve difendere il regno, trattare con i nemici e tenere unito il suo popolo. Lo fa con grande decisione e continua la lotta per l’indipendenza iniziata dal padre.


La Carta de Logu


Eleonora è ricordata soprattutto per una cosa: la Carta de Logu, cioè la “Carta del Regno”. È una raccolta di leggi che regola la vita di tutti i giorni: il lavoro nei campi, gli animali, i furti, le famiglie, i processi.


Il lavoro l’aveva già iniziato suo padre. Eleonora lo completa, lo aggiorna e lo pubblica intorno al 1392.


La Carta de Logu ha avuto una vita lunghissima. Anche dopo la fine del giudicato, i nuovi governanti dell’isola l’hanno mantenuta. È rimasta in vigore in Sardegna fino al 1827: più di quattrocento anni!

Lo sapevi?

La Carta de Logu è scritta in sardo

Non è scritta in latino, la lingua delle leggi nel Medioevo, e nemmeno in italiano. Il sardo non è un dialetto dell’italiano: è considerato una lingua a sé, nata direttamente dal latino. Anzi, è una delle lingue romanze più vicine al latino. Guarda qualche esempio:

Sardo Italiano Latino
domocasadomus
jannaportaianua
chelucielocaelum
loguluogolocus


Leggi sorprendenti per l’epoca


Alcune regole della Carta de Logu sembrano molto moderne, se pensi che sono state scritte nel Trecento.


Le donne e i loro beni. Le donne sposate potevano conservare i propri beni, per esempio la dote, e avevano diritti sull’eredità.


Il consenso della donna. In caso di violenza contro una ragazza non sposata, il matrimonio “riparatore” era possibile solo se lei era d’accordo.


La protezione della natura. Era vietato rubare i falchi dai nidi. Per questo, nell’Ottocento, il naturalista Alberto Della Marmora ha voluto dedicare a Eleonora il falco della regina.


Naturalmente non era un mondo giusto come lo intendiamo oggi: molte pene erano durissime. Ma per l’Europa medievale queste leggi erano davvero all’avanguardia.

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Eleonora oggi


Eleonora muore intorno al 1404, probabilmente a causa della peste. Pochi anni dopo, il giudicato di Arborea cade e tutta la Sardegna passa sotto il dominio aragonese.


Ma la sua memoria resta viva. A Oristano, nella piazza a lei dedicata, c’è una grande statua che la rappresenta con la Carta de Logu in mano. Per molti sardi Eleonora è ancora oggi il simbolo dell’orgoglio e dell’identità dell’isola. Se vuoi approfondire la sua vita, trovi una biografia completa qui.

Parole utili

  • giudicato: uno dei quattro regni medievali della Sardegna
  • in vigore: valido, che si applica (una legge in vigore)
  • la dote: i beni che una donna portava con sé quando si sposava
  • l’eredità: i beni che si ricevono da una persona dopo la sua morte
  • il consenso: l’accordo, il permesso di una persona
  • all’avanguardia: molto moderno, in anticipo sul proprio tempo


Ora tocca a te. Conosci altre donne che hanno governato un Paese nel passato? E nel tuo Paese esiste una lingua regionale diversa dalla lingua nazionale? Prova a rispondere a voce alta: è un ottimo esercizio di conversazione.


Se visiti la Sardegna, una tappa a Oristano è il modo migliore per conoscere Eleonora d’Arborea. E se vedi un falco volare sopra il mare, ora sai di chi porta il nome.

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SardoItalianoLatino

“Sardus_Italia“