L’Accademia — Cagliari · Lingua e Vocabolario · 4 min di lettura
Immagina di essere seduto in un bar, in una mattina qualsiasi. Al tavolo accanto due persone stanno parlando. Non senti le parole, ma capisci quasi tutto: una è sorpresa, l’altra non è per niente d’accordo, e poi arriva una risata. Le mani si alzano, si aprono, disegnano cerchi nell’aria. Ecco, questa è l’Italia.
Se studi l’italiano, prima o poi ti succede: capisci ogni parola di una frase, ma non capisci cosa vuole dire davvero la persona. Il motivo è semplice. Insieme alle parole, in Italia viaggia un secondo linguaggio, silenzioso ma potentissimo.
Un dizionario di gesti, nell’Ottocento
Gli italiani usano i gesti da così tanto tempo che qualcuno ha deciso di studiarli sul serio. Nel 1832 il canonico napoletano Andrea de Jorio pubblicò un libro dedicato alla mimica dei gesti di Napoli, che ancora oggi viene considerato un’opera pionieristica sul tema.
Un gesto può cambiare significato da città a città. Lo stesso movimento della mano, a Napoli e a Milano, può dire cose diverse. Per questo i gesti si imparano soprattutto vivendo in Italia e ascoltando le persone.
Ma perché gli italiani gesticolano così tanto? Non esiste una risposta sola, però le spiegazioni più diffuse sono tre.
La prima è storica. Prima del 1861, quando l’Italia è diventata un Paese unito, nella penisola si parlavano moltissimi dialetti, spesso molto diversi tra loro. Quando due persone non condividevano le parole, restavano i gesti.
La seconda è culturale. Nelle culture mediterranee le emozioni si mostrano volentieri, e il corpo diventa il prolungamento naturale della voce.
La terza è la più semplice: si impara da piccoli. Quando i genitori, i nonni e gli insegnanti gesticolano, i bambini assorbono il linguaggio del corpo quasi come una seconda lingua madre.
Quattro gesti che senti (e vedi) ogni giorno
Ora passiamo alla pratica. Ecco quattro gesti che capita di vedere spesso, con la frase che di solito nascondono.
Le dita di una mano si uniscono a “mazzetto” e salgono verso l’alto: è il gesto più famoso di tutti. Significa “Ma che cosa vuoi?” oppure “Ma che cosa dici?”, con un tono tra il sorpreso e l’infastidito.
Se qualcuno fa scorrere il dorso della mano sotto il mento, sta dicendo “Non mi interessa” o “Non me ne importa niente”.
Se un dito gira vicino alla tempia, la persona pensa che qualcosa sia un po’ pazzo, e tra amici di solito è detto con un sorriso.
Infine ci sono le mani aperte con i palmi verso l’alto. Vogliono dire “Boh, chi lo sa?” oppure “Che vuoi che ti dica?”. Anche la parola “boh” ti aiuta a riconoscerlo.
Quanti di questi gesti conoscevi già?
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I gesti ti aiutano a capire il tono
Riconoscere un gesto non è solo una curiosità. Ti fa capire se una frase è ironica, seria o affettuosa, anche prima di afferrare tutte le parole. Allena l’ascolto reale, quello delle conversazioni tra madrelingua, che nei libri di testo quasi non c’è. E ti fa sentire più a tuo agio quando sei in Italia, perché sai che un gesto può dire quanto una frase intera.
Per questo, nelle nostre lezioni a Cagliari, i gesti entrano spesso nella conversazione. Se vuoi impararli dal vivo, con un insegnante che li usa davvero, dai un’occhiata ai corsi in presenza.
Un piccolo vocabolario per oggi
| Parola italiana | Significato |
|---|---|
| gesticolare | accompagnare le parole con i movimenti delle mani |
| il gesto | movimento del corpo che comunica un significato |
| il linguaggio del corpo | comunicazione non verbale, con postura e movimenti |
| esprimersi | comunicare pensieri o emozioni |
| il dialetto | varietà linguistica regionale o locale |
La prossima volta che ti trovi in un bar italiano, prova a guardare le mani prima di ascoltare le parole. Scoprirai che il “mazzetto” si vede molto più spesso di quanto pensi.
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