L’Accademia Cagliari · Storia · della Sardegna · Imparare l’italiano · 5 min di lettura
Nel nostro ultimo articolo abbiamo raccontato chi governava la Sardegna prima dei Savoia. Oggi facciamo un passo avanti nel tempo e arriviamo al 1718, quando il Trattato di Londra assegna l’isola a Vittorio Amedeo II. Inizia così un secolo che trasforma Cagliari nel profondo e i cui segni sono ancora oggi visibili in ogni angolo della città.
La Sardegna, il titolo e il grande disegno
C’è un dettaglio che cambia tutto e che spesso si dimentica: i Savoia non vogliono la Sardegna solo per le sue risorse o per la sua posizione strategica nel Mediterraneo. La vogliono soprattutto per il titolo. Diventare Re di Sardegna significa essere re a tutti gli effetti, con un rango pari alle grandi monarchie europee. È un salto enorme per una dinastia che fino ad allora governa ducati e principati.
Ma c’è di più. Quel titolo reale diventa il seme di qualcosa di straordinario: il Regno di Sardegna è il primo nucleo attorno al quale, oltre un secolo dopo, nasce il Regno d’Italia. Quando nel 1861 Vittorio Emanuele II viene proclamato re d’Italia, il titolo che porta con sé è proprio quello sabaudo costruito a partire da questa isola. La Sardegna, considerata spesso ai margini della storia italiana, ne è invece in un certo senso il punto di partenza. Un primato che Cagliari porta con orgoglio.
Un secolo in tappe
Un nuovo re e una città che cambia volto
Con questa ambizione nel cuore, i Savoia guardano a Cagliari con grandi aspettative. La corte vicereale si insedia nel quartiere Castello e la città inizia a respirare un’aria più continentale. Il Palazzo Regio, affacciato sulla magnifica Piazza Palazzo accanto alla Cattedrale di Santa Maria, diventa il cuore del potere sabaudo: ancora oggi è uno dei luoghi più evocativi del centro storico, circondato da secoli di storia che si toccano quasi con mano.
Il sapere come strumento di governo
Carlo Emanuele III riorganizza l’Università di Cagliari e la trasforma in un centro culturale moderno, in cui la lingua italiana si afferma come strumento ufficiale di comunicazione. Non è un caso che oggi Cagliari ospiti scuole di italiano come L’Accademia: imparare l’italiano qui significa inserirsi in una tradizione secolare di amore per la cultura e per la parola.
Tensioni, rivolte e un patrono che salva la città
Il periodo sabaudo non è solo fatto di marmo e riforme. Nel 1793 Cagliari respinge un’invasione francese, vittoria celebrata ancora oggi ogni 28 aprile con la Festa di Sant’Efisio. Poco dopo, una rivolta popolare guidata da Giovanni Maria Angioy scuote l’isola: i sardi chiedono diritti e riconoscimento. La rivolta viene soffocata, ma lascia un segno profondo nell’identità sarda.
Impara l’italiano dove la storia prende vita
Noi de L’Accademia crediamo che studiare l’italiano a Cagliari sia un’esperienza unica: ogni vicolo, ogni palazzo, ogni piazza ha qualcosa da raccontare. Se vuoi iniziare il tuo percorso con noi, scrivici. Siamo nel cuore della Sardegna, pronti ad accoglierti.
Hai già letto il nostro articolo sui predecessori dei Savoia? Trovalo sul blog e completa il tuo viaggio nella storia di questa isola straordinaria.
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